Questa è una cena del tutto speciale che vuole essere memoria e monito allo stesso tempo. La memoria ci riporta alla consapevolezza che anche in passato la nostra terra si presentava solidale con le persone provenienti da altri luoghi. Pensiamo alle migrazioni per lavoro dei secoli XIX e XX, pensiamo agli stranieri d’oltralpe che raggiungevano queste nostre spinti da bisogno o dal diletto, pensiamo a questi ultimi tempi in cui l’altro, il nostro vicino di casa è spesso straniero con un gran bisogno di essere ascoltato ed aiutato. Ricordiamo anche i paesi che si sono nel tempo industrializzati grazie all’opera e al sacrificio di tanti migranti. In questi ultimi tempi lo sviluppo dell’agricoltura tiene presente anche gli aspetti sociali che da essi si possono trarre (fattorie didattiche, impiego a fini sociali dei terreni confiscati alla malavita, creazioni di cooperative ad hoc che tengono conto di una ricerca di manodopera in ambienti precari etc…) Vogliamo sensibilizzare giovani e meno giovani a questi problemi, vogliamo introdurre sulle nostre tavole quei prodotti che sono il risultato del lavoro sui terreni confiscati (vino, olio, pasta, legumi, conserve…) ma anche quei prodotti equo-solidali risultato di impegno, educazione e formazione in aree più povere. I prodotti Libera Terra ci consentono di effettuare una sorta di gemellaggio culturale con altri luoghi, altri ambienti, altri usi. È un’esperienza che ci porta a confrontarci coii bisogni, con altre realtà, con scelte coraggiose e di sperimentazione.

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